L’entusiasmo: continuare a pungersi con le rose senza aver mai paura di toccarle

Non potevo non inaugurare questo blog (vetrina, sito, idea di marketing..) celebrando l’entusiasmo, quell’atteggiamento tanto contagioso quanto generativo, che mi ha condotto alla creazione di quest’angolo virtuale. 

A proposito della sua definizione come sentimento o atteggiamento vi sono diverse diatribe; per quanto mi riguarda ho una posizione molto netta: non ritengo che l’entusiasmo possa essere ricondotto nella tassonomia dei sentimenti in quanto è qualcosa di più della mera eccitazione contestuale per un evento esterno contingente. L’entusiasmo è un atteggiamento positivo, un modo di porsi cronico e personAle verso l’ambiente circostante; ed essendo un atteggiamento positivo avrà risultati positivi perché gli atteggiamenti sono contagiosi.

Etimologicamente Entusiasmo deriva dal greco e significa “avere Dio dentro”; ai nostri giorni diremmo che si tratta di una forma di invasamento divino, dove il nostro dio sono le nostre convinzioni, i nostri desiderio mobilitanti.  A tal proposito Elbert Hubbard (1856 – 1915), scrittore e filosofo statunitense, afferma: Non è mai stato realizzato nulla di grande senza l’entusiasmo”. Condivido pienamente queste parole, reinterpretandole: non è il caso di aver paura della grandezza dei nostri desideri, dei nostri obiettivi perché con il giusto training personale o coadiuvato e con la giuste dose di entusiasmo questi possono essere dapprima immaginabili e poi percorribili.

Riprendo una suddivisione in livelli dell’entusiasmo trovata smanettando qua e là nello spazio cyber:

  • curiosità – indispensabile per l’esplorazione di quanto abbiamo intorno;

  • serietà e impegno – coscienza delle difficoltà insite nel percorso ma equipaggiamento di costanza;

  • passione – quella strana miscela che innalza ulteriormente i livelli di energia verso una meta;

  • generosità – voglia di regalare e trasmettere la nostra energia per far in modo che anche altri riescano nel nostro stesso percorso. 

Credo che tali livelli siano da intendere non come step da superare per aver la massima dose di entusiasmo ma come quattro punti di una bussola da guardare e tenere sempre presenti per capire se si sta andando verso la giusta direzione “entusiasmante”; come dire quattro ingredienti che per un buon entusiasta non dovrebbero mancare mai.

 Per questo sento di dover dire “coltivate l’entusiasmo”, con una vostra ricetta personAle, che vi consenta di approcciarvi al mondo con la contentezza di un bambino che impara a camminare per la prima volta, senza paura di farsi male cadendo.