Le aziende hanno bisogno di immaginazione. ORA.

Non eravamo preparati e mai potevamo esserlo.


Ho aperto così un mio intervento, naturalmente su piattaforma webinar, tenuto settimana scorsa presso un’organizzazione nel mondo legale.
E’ successo qualcosa di inaspettato e significativo durante lo scorso marzo: un mese vacante, come se non fosse esistito, eppure ce lo ricorderemo tutti (per citare un mio contatto su facebook).

Molti sperano ancora in un ritorno alla normalità. La vera domanda è quale normalità?

La normalità rassicura, il cambiamento meno.
Per questo mi piace molto il connubio NUOVA NORMALITA’, perché mette insieme due cose, entrambe importanti per l’uomo: il nuovo e la normalità.

Nuovi comportamenti, nuovi abitudini e chissà se nuovi valori.

Nuovo.
Creare.

Creare qualcosa di nuovo per rispondere a nuove e vecchie domande.
(Scusate se gioco con le parole ma sto scrivendo tutto d’un fiato. Mi perdonerete).

Dove c’è CREAZIONE c’è dunque il bisogno di immaginazione.
Si, ecco la chiave. Trovata!
Immaginare nuovi modelli, processi e situazioni che prima non c’erano, o forse si ma mai avremmo osato collegarli tra loro o implementarli.

So già cosa potreste obiettare.
Come possiamo essere creativi in un momento di “depressione” psicologica?
Come posso se non sono stimolato?
Avete ragione ma parzialmente.
La creatività si alimenta di stimoli ma non solo, anche di restrizioni.

Le imprese che in momenti di recessione hanno fatto molto bene sono quelle che hanno osato attingere o creare NUOVE opportunità: avete mai fatto caso che la Apple ha rilascio il suo primo iPod nel 2001 lo stesso anno in cui l’economia americana ha registrato un -33%? (fonte Harward Business Review).

Con l’immaginazione non ci adattiamo a quanto accade ma creiamo NUOVI MODELLI.
Ma come possiamo alimentare l’immaginazione in azienda?
Studiando diversi articolo sull’Harvard Business Review e dalla Boston Consulting Group ho trovato questi consigli.
Come sempre, condivido con voi.

1.Fermati e Rilassati
Già lo so che qui le reazioni tipo potranno essere:
a. banale;
b. fermarmi?! Non è il momento. I miei collaboratori contano su di me!

E invece sì.
In questo momento, in cui le nostre emozioni più antiche di paura, rabbia e frustrazione sono attivate, le tipiche reazioni sono “attacco o fuga”.
Il nostro sistema parasimpatico è molto più che attivato, mentre è silente il sistema simpatico che gestisce le nostre riflessioni.
Occorre bilanciare la nostra costante attivazione (anche e soprattutto psicologica) con momenti di vero e proprio rilassamento:
° Rallenta il respiro;
° Staccati dai tuoi device e guarda il soffitto con un po’ di musica;
° Prenditi del tempo per fermarti, riflettere, guardare il cielo.
Cerca il niente.

2. Poniti tante domande che iniziano con “Come posso io?”
In questo momento probabilmente non avremo molte risposte, ancor meno definitive.
In un momento di crisi le domande tenderanno ad essere passive: “Come andrà il mercato”, “Cosa ci succederà?”
Sposta il focus su di te e poniti domande attive: “Come posso far qualcosa?”
“Quali sono le esigenze dei clienti per cui IO posso far qualcosa?”
“Cosa non sto facendo?”

3.Gioca!
Ok, probabilmente a questo punto smetterai di leggere. Lo capisco. Anzi no.
Scientificamente, il gioco oltre a fornire sollievo sullo stress accumulato può essere molto produttivo.
Mentre giochiamo si creano nuove connessioni, si aprono nuovi scenari tra finzione e realtà, allentiamo il rigore razionale.
E’ molto probabile che immediatamente non ti arriveranno nuove idee, ma giocare ti permetterà di allenarti con l’immaginazione, improvvisare ed essere aperto all’ispirazione.

4.Sperimenta.
Entra in fase test. Puoi farlo, anche con poco budget. Suvvia, siamo nell’era in cui non servono grossi investimenti per sperimentare qualcosa di nuovo.
Se non lo fai è solo per paura, o pigrizia… o tradizione.
Prova a fare qualcosa di diverso, sperimentalo su campo e vedi come va.
Le nostre idee diventano utili solo se vengono testate nel mondo reale, non sai che risultati inaspettato puoi trovare o a cos’altro può dare vita.

5. “Andrà tutto bene”: pensalo davvero.
Coltiva la speranza perché quando la perdiamo entriamo in una mentalità passiva: smettiamo di cercare soluzioni ma le aspettiamo.
Cerca di prestare attenzione al tipo di linguaggio che utilizzi perché rispecchia le tue rappresentazioni mentali: troppo catastrofico? Pessimista? Remissivo?

6. Attiva l’intelligenza collettiva.
Cerca il confronto fra pari. Attiva il confronto fa i tuoi stessi collaboratori.
Nel tuo team, nella tua azienda, hai un mare di conoscenze ed esperienze: i tuoi collaboratori.
Fai circolare l’intelligenza collettiva con domande potenti.
Coinvolgili.
Ma non nel fase finale di implementazione ma in faswe di brainsorming iniziale.
E’ scienza ed è anche matematica: tu hai accesso ad una riserva parziale di idee (le tue).
Hai la minima idea della tempesta di cervelli che si può generare se crei un ambiente di condivisione virtuale con tutto il tuo team per farsi domande e trovare soluzioni??


L’immaginazione può sembrare un cliché stupido, soprattutto in un momento di crisi ma in realtà è una necessità per costruire una nuova normalità domani.

Fonte: https://hbr.org/2020/04/we-need-imagination-now-more-than-ever?ab=hero-main-text