L’azienda di oggi? Si connette ai DESIDERI dei propri dipendenti

La migliore versione della tua Azienda è quella formata da Persone che sono, nella stessa Azienda, la migliore versione di se stesse.
Quotidianamente.
Il massimo dalle risorse umane per il massimo delle performance aziendali.
Lineare e logico.
Questo è il tuo vantaggio competitivo: avere all’interno della tua squadra le persone giuste e saperle mantenere.
Eh si, perché ormai con i nuovi Millennials e con il crescente dinamismo nel mondo del lavoro non si tratta più di attrarre e selezionare i migliore talenti ma si tratta di essere in grado di trat-tenere in azienda e di prendere a cuore il loro sviluppo personal professionale.

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Chi è la giusta Persona per la tua Azienda?

  • Colei che al mattino si sveglia felice di recarsi al lavoro (non nel 100% dei casi, siamo umani);
  • Colei che ha alti livelli di engagement. Cosa significa? Questa persona C’E’! E’ in azienda per te al 100% ed è felice di contribuire al suo sviluppo;
  • E’ motivata a dare il meglio. E’ motivata ad eccellere perché è inserita in gruppo che realizza qualcosa in cui ci crede davvero.

Da imprenditore, da amministratore delegato, da responsabile della tua azienda diventa il tuo primo obiettivo fare in modo che le tue Risorse, le tue Persone, diano il meglio di se stesse.

Tempo fa ho letto un libro che diceva: “Contrariamente a quanto affermano le prime ricerche sul tema non sono le persone che esistono grazie alle aziende ma sono, bensì, le aziende che esistono grazie alle persone”. 

Mio caro lettore, non è più retorica. Oggi la PersonA è il tuo Principale Asset e se non te ne prendi cura perdi terreno. Soprattutto alla luce del fatto che le future generazioni di lavoratori sono sempre più consapevoli dei propri desideri ed obiettivi professionali e sono pronti ad essere LORO a sfruttare te.

Bella nuova prospettiva, eh? La tua azienda potrebbe essere un mezzo, non un obiettivo.
Persone, ancora prima che lavoratori, che “sfruttano” la tua azienda finché si rendono conto di poter trarre del buono e di essere nelle condizioni di poter realizzare i propri obiettivi professionali e la tua mission aziendale; ma nel momento in cui si rendono conto che ciò non sta più avvenendo sono pronti a lasciare la nave per navigare su altre barche verso nuovi orizzonti, più vicini ai propri desideri.

Voglio fare una piccola precisazione: non sto dipingendo delle generazioni di lavoratori opportunisti. No. Non opportunisti, solo consapevoli.
Consapevoli del loro valore, del loro know how e della situazione del mercato intorno.
Consapevoli che oggi anche se non attivamente alla ricerca del lavoro possono essere contattati da un recruiter che fa caccia al talento.
Consapevoli ed alfabetizzati nell’uso degli strumenti di Ricerca di Opportunità Professionali.

Siamo in un  mondo che va, fortunatamente, verso la maggiore libertà di scelta della persona e l’azienda non può più permettersi di lasciarsi sfuggire talenti in nome del Puro Business Capitalistico.

Serviamo il Business o siamo Schiavi del Business?

La bravura dell’imprenditore o dell’ufficio HR consiste oggi nel saper comprendere e sapersi connettere con i principali desideri e obiettivi delle proprie risorse, in modo da poter fungere da ponte tra il lavoro di oggi e i desideri di domani della PersonA.
Seguimi. 

L’azienda conosce il suo dipendente ed i suoi obiettivi e desideri nel breve – medio periodo (non pianificare considerando un arco temporale troppo ampio: ricorda che parliamo di persone che sono immerse in un mercato del lavoro aleatorio e veloce nel cambiamento).

L’azienda fa in modo di porsi al servizio degli obiettivi personal-professionali della persona. E’  un rischio, lo so. Ma per l’imprenditore il rischio è il pane quotidiano.

Ne deriva che è l’azienda che si pone al servizio della persona.
L’azienda tende la mano alla Persona perché è consapevole che senza il suo benessere, il suo pieno coinvolgimento ed engagement non si va da nessuna parte. Non si ottengono risultati.

 

Hai idea di cosa succede nel momento in cui un lavoratore decide di recarsi al lavoro smettendo di lavorare?
Non è una situazione assurda, può succedere.
Il lavoratore non più motivato e coinvolto:

  • Performerà sempre meno in termini quantitativi, oltre che qualitativi;
  • Non avrà alcun interesse nel perseguire il buon risultato;
  • Comincerà ad utilizzare la classica politica del “tanto l’azienda è tua e a me lo stipendio arriva comunque, cosa me ne frega di impegnarmi per te?!”;
  • Il clima aziendale s’intorpidirà con un effetto a cascata sugli altri dipendenti, in generale;
  • Andrà via.

Perdere un lavoratore è un costo in termini contrattualistici, in termini di nuovi processi di selezione ed in termini di formazione (passata e futura per nuovi inserimenti”.

Cosa aspetti?
Tendi la mano ai tuoi dipendenti, Ascoltati e Connettiti con i loro obiettivi e sogni.
Dicono che se fai parlare le persone dei loro desideri e non solo dei loro bisogni, gli occhi cominciano a brillare. 
Uno spettacolo del genere non me lo perderei.