L’arduo compito di comunicare “No, non è la persona che stiamo cercando”

Se ne dicono tante in giro sui colloqui di selezione; gran parte sono dei miti da sfatare:

  • il selezionatore ha il coltello dalla parte del manico (questo è in pole position);
  • la valutazione avviene in base ad una primissima impressione;
  • si hanno a disposizione solo 8 secondi per guardare un cv (mah..);
  • in molti consigliano di creare un cv europeo perché è più facile da leggere (chiunque tu sia che spargi questa voce, presentati che ti faccio fuore prima della selezione!)
  • eccetera eccetera..

Si parla spesso del processo di selezione dalla parte del candidato ma mai, o quasi mai, si parla del vissuto del selezionatore. Anzi, molte volte si tende anche a dimenticare che dall’altro lato della coppia c’è una PERSONA oltre che un professionista.

recruiter

Ecco, per esempio non si parla mai (concedendomi sempre il dubbio, o quasi mai) di quanto arduo e rammaricante possa essere stilare gli esiti dei processi di selezione; soprattutto quelli che in circa 500 parole vogliono dire, semplicemente e mestamente, “Eh no, non sei la persona giusta per questa posizione”.

Per una scelta aziendale dell’organizzazione nella quale lavoro stiamo mandando dei riscontri ad personam.

La mia prima reazione d’impatto: “Meraviglioso! Mi sembra giusto e particolarmente doveroso”. La seconda reazione: “Wow, adesso come faccio a dirlo nel modo più rapido, indolore e nel rispetto del valore di quella persona?”. Non ho trovato facilmente risposta a questa domanda, anzi, credo di non averla trovata. Ho solo trovato vari escamotage fatti di best bractices e appigli a equi modi di procedere.

Cosa ho pensato:

  • che può essere più o meno difficile, ma è doveroso fornire un feedback al candidato; questa persona si aspetta qualcosa da noi ed ha investito del suo tempo, oltre che energie e tensioni. Il minimo rimborso, a fronte di una non-assunzione, è dargli un feedback, costruttivo, per contribuire in qualche modo al suo sviluppo professionale e personale.
  • E’ altrettanto necessario far presente che l’obiettivo primario di un processo di selezione è quello di scegliere, tra un certo numero di candidati, quelli che hanno un’alta probabilità di svolgere bene una specifica attività professionale. Detto in parole povere: facciamo presente che la valutazione è AD OGNI MODO, RELATIVA E CONTESTUALE ALLA POSIZIONE RICERCATA E ALL’AZIENDA OSPITANTE.
  • L’azienda, per preservare la propria immagine di responsabilità sociale, è tenuta a comunicare con il candidato, nel bene e nel male. Dimenticarsi, o omettere di fornire dei riscontri ai colloqui, danneggia lo strumento più importante del reclutamento, ossia il “passa parola”.
  • “Come glielo dico al candidato che è valido ma non in linea con la posizione?”. Ricordando ad alta voce le sue risorse e su quali dovrebbe continuare a “spingere”, restituendo quindi una maggiore consapevolezza di sé; potremmo anche fornire dei suggerimenti o programmi di sviluppo personale. Ma soprattutto, chiarezza! La frase standard: “seppur valido abbiamo ritenuto opportuno selezionare altre risorse”, in realtà non dice nulla di realmente utile: evidenziamo i gap tra la sua figura attuale e la nostra posizione, orientando la persona verso una scelta professionale più in linea con lei.

E’ vero, nonostante un selezionatore possa impegnarsi a fornire un feedback dettagliato e costruttivo, il 50% dei candidati reagirà alla notizia ciecamente, non accettando l’esito: qualcuno lo dirà apertamente, qualcuno addirittura contesterà la giustizia delle procedure, continuando a far valere la propria candidatura. Ma c’è quell’altro 50% che accetta la motivazione all’esclusione, ne fa tesoro e ricerca informazioni per migliorarsi nei prossimi colloqui in altre aziende (qualcuno chiede anche un’estemporanea revisione del cv).

No, non sono realmente convinta che questo modo di procedere non farà arrabbiare la persona che leggerà ma.. sono certa che quella stessa persona avrà aperto, nel frattempo, altre possibilità con altri colloqui.. quindi “in bocca al lupo”.