Ho apprezzato molto, durante uno dei colloqui della mia vita da recruiter, l’atteggiamento di una ragazza che ad un certo punto si ferma a pensare, e dice: “No! In realtà.. non è questo il lavoro che vorrei fare: il mio desiderio è un altro; mi aiuta a realizzarlo?”

Vien da sé che la candidata si autoesclude dal processo di selezione e mi chiede di darle una mano, con il cappello da Career Consultant. Probabilmente ero la risorsa giusta per lei, al momento giusto ma nel posto sbagliato.

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Formati una chiara immagine di quello che vuoi in futuro, ma ottieni oggi il meglio del meglio che può essere ottenuto oggi.

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Così, prendendo in mano il suo desiderio, mi scrive una mail concisa, dal sapore di determinazione, ricca di domande che cercavano una risposta laser verso i suoi obiettivi. Condivido, anonimamente, le sue domande perché in realtà credo che possano essere utili a tutti noi e soprattutto perché spesso sono domande celate da silenzio o in attesa di un interlocutore al quale chiedere.

S: “Nel mio curriculum la descrizione delle diverse mansioni, deve essere più dettagliata?  Ho cercato di usare meno parole possibile, per fare un cv da una sola pagina e perché mi è stato suggerito di incuriosire, spingendo così un possibile selezionatore a contattarmi per approfondire.”

E: Hai effettuato una scelta precisa nel tuo curriculum (mi pare di capire): sintetico e design oriented. A questo punto potresti scegliere di inserire una postilla, da qualche parte: “per dettagli rimando al mio profilo LinkedIn (ti consiglio, se sei capace, di inserire proprio del testo linkato). Se invece vuoi dettagliare direttamente sul cv, libera di farlo ma, a questo punto, non riesco a immaginarmelo tutto in una pagina: credo che il layout cambierà.
Il suggerimento che ti hanno dato non è sbagliato però attenzione: i selezionatori sono personA: non tutti, naturalmente, saranno incuriositi e ti chiameranno. Tu non puoi controllare la loro singola reazione ma solo il tuo modo di presentarti, cercando di essere la più chiara ma allo stesso tempo “intrigante possibile”. Poniti queste domande: “Sono stata sufficientemente chiara nel trasmettere le mie esperienze pregresse? Ho inserito tutto ciò che può dare valore aggiunto alla mia candidatura, come i miei risultati raggiunti?”, “Ho lasciato un margine di curiosità? Precisamente dove: nel layout, nel modo di raccontarmi?”. 

S: “Paragrafo di presentazione: è corretto o dovrei mettere in risalto altre caratteristiche, magari anche più personali?” 

E: Lancio una bomba: il tuo paragrafo di presentazione non mi dice niente di diverso dalla massa!
Perché sei speciale rispetto agli altri 600 candidati? Quali valore aggiunto mi dai? Mi parli del tuo valore, quello vero, che non sarà sicuramente uguale a quello del tuo competitor? Un suggerimento: pensa a tue caratteristiche in cui sei speciale e combinale tra loro in una brevissima storia- ecco ciò in cui sarai unica e irripetibile.

S: “Lettera di presentazione: è bene che mi concentri sui miei studi o sulle esperienze pregresse?”

E: Concentrati sul tuo desiderio: le aziende o le organizzazioni in generale hanno voglia di teste pensanti e desideranti! Pensaci: se imposti la lettera sui tuoi studi o esperienze di lavoro pregresse, su quali punti riesci a fare la differenza? Fai trasudare il tuo desiderio.

S: “Nella lettera di presentazione, devo specificare il ruolo che desidererei?”

E: Specifica, più che il ruolo, che progetto hai o meglio quale desiderio di apprendimento hai. Ti servirà che il tuo desiderio sia chiaro a te stessa, quindi: visualizzalo passo dopo passo, crea proprio un film dove la protagonista sei tu. Questo ti servirà per non candidarti a destra e a sinistra, random, ma a scegliere proprio ciò che ti farà realizzare il tuo obiettivo.
Tornando alla tua domanda, quindi, ci sono due strategie:
Se conosci a monte la posizione per la quale ti candidi, dovrai essere brava a coniugare genuinamente il tuo progetto con il loro ruolo! In altre parole: “toh, guarda: il mio progetto di vita, attualmente, risuona proprio con la vostra posizione ed io sento di essere la persona giusta perché…. ho maturato.. ho desiderio di imparare e di fare… e sento che potrei farlo al meglio perché…”.
Se invece ti stai auto-candidando per una posizione che non conosci: specifica la tua vision lavorativa! Cosa ti vedi fare, specificatamente, in questo periodo di vita? Dimostra le tue idee chiare!

S: “Graficamente è bene personalizzare la lettera o averne una formale?”

E. Rispondo con una domanda: secondo te cosa attira maggiormente una personA? Te l’ho già detto che i selezionatori sono PersonA?

S:” Come è meglio che mi auto-candidi: consegno a mano o invio tramite mail? Soprattutto: a chi?”

E: Ti pongo ulteriori domande:
1. Devono prendere sul serio la tua candidatura: qual è il momento e mezzo migliore? La consegna a mano? Ok: agganciali però anche con una mail. Chiedi espressamente che ti diano una mail dove poter inviar loro anche una copia cyber. E’ meglio che ti percepiscano rompi balle (in modo sano) piuttosto che superficiale.

2. Chi può considerare seriamente la tua candidatura, potendo prendere, quindi, delle decisioni su eventuali inserimenti? Se non lo sai, formula proprio questa domanda: “Buongiorno, sono Star, vorrei parlare con chi si occupa di stage o inserimenti.. con chi posso parlare.. mi fornisce un contatto?”

E’ tutto nelle nostre mani, e non esiste nulla che non possa essere negoziabile: ma le idee devono essere chiare a monte.

Grazie speciale a Star per questo proficuo momento di incontro e per avermi ricordato che i desideri sono più  importanti dei bisogni. 

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