E’ passato molto tempo dall’ultima volta che ho scritto; un tempo che ha attivato diversi cambiamenti tra cui il mio trasferimento a Milano. Devo dire che sono qui da poco ma già amo questa città: è ricca, stimolante, attiva, vitale.. ed ispirante: è possibile trarre ispirazione anche soltanto fermandosi a guardare le PersonA.

E così oggi l’ho fatto: mi sono fermata a pensare, a loro, ad ognuno di loro. Mentre passeggiavo.

Ho notato che il nostro sguardo coglie sagome di individui che corrono, tutti sulla stessa strada, magari anche alla stessa velocità; c’è chi è al telefono, s’intende sui social o a chiacchierare; c’è chi semplicemente si guarda intorno; c’è chi fa un complimento a qualcuno; c’è la parrucchiera che esce fuori a fumare, la commessa che chiede: “va bene”, “sono 15 €, grazie e arrivederci”; c’è il giocoliere con una falsa (forse) goccia nera di mascara che chiede due soldi dopo la performance; c’è anche un turista che inciampa.

Questo è quanto carpiscono i nostri occhi ma come dice il celebre Saint – Exupéry “l’essenziale è invisibile agli occhi”.

*Un mondo di PersonA, sì, un universo.* Però il mondo sul quale desidero soffermarmi è quello interno, celato. E’ quel mondo che si coglie ponendosi in Ascolto Attivo ed Autentico verso l’altro.

Quindi non ho potuto fare a meno di pensare a quante volte, troppo spesso, ci approcciamo con superficialità ed autocentrismo ad ogni persona che incrociamo. Dimentichiamo di dire “buongiorno”, “buonasera”, “salve, felice giornata”; partiamo subito sull’offensiva per un commento poco carino o freddo. Ma quel che più lede è che distrattamente chiediamo “come stai?”. Mi chiedo, allora, se non diventa necessario  far presente a noi stessi, ogni tanto, che siamo PersonA, ognuna con una storia, con un mondo che bussa più o meno violentemente per venire fuori; personA con un carattere che chiede, sussurrando, di essere compreso.

Ci avete mai pensato che in piazza accanto a voi potrebbe passeggiare una persona che ha appena perso il lavoro, che quel tizio che ascolta la musica solitario in metro magari sta pensando se affittare o comprare casa, che quella commessa ha appena saputo di essere felicemente incinta, che la parrucchiera che fuma fuori dal salone è stata mollata dal ragazzo, che quella donna che vi sorride senza un motivo magari lotta contro un tumore, che il bambino che urla accanto a voi è solo felice perché il padre lo sta portando a comprare un gelato?

*Un mondo di PersonA.. ed un mondo nelle PersonA. * Questo è il miracolo dell’uomo e della donna: ognuno potrebbe esprimersi, in qualunque forma, per decenni, secoli, millenni, se solo ne avesse la possibilità; ognuno potrebbe raccontarsi nei suoi talenti, nei suoi limiti e nelle sue risorse. Ma questa diventa una possibilità che continuiamo a negarci se non chiediamo “come stai?” ponendoci in Ascolto Attivo e se non abbiamo il coraggio di rispondere con sincerità.

I manuali di comunicazione asseriscono che lo scambio diadico “Ciao, come stai”- “Bene, te?” che due individui si rivolgono per intraprendere un discorso è solo una convenzione, non c’è alcun fine informativo. O almeno questa è la forma che ha assunto nel tempo.

Questo è un male, in quanto sono fortemente convinta che occorre cambiare tale assunto per cominciare a instaurare rapporti Autentici tra PersonA Intere, realmente interessate al mondo dell’altro. E se non si è motivati a farlo.. bè non saprete mai quanto vi state perdendo.

 Ps: ringrazio la Talent Coach Natascia Pane per aver ispirato queste mie parole.

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