Impariamo cose nuove tutti i giorni… ciò che amiamo, che detestiamo, per cui siamo portati o per cui non siamo tagliati.

Scott Dinsmore – fondatore di “Live your Legend” e uomo da una sola vocazione “aiutare gli altri a trovare lavoro”.

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Ciò che letteralmente mi lascia perplessa è sentire ragazzi, i quali hanno appena concluso il proprio percorso di studi, dire: “Non ho mai lavorato, quindi non ho esperienza”; ciò che invece mi strugge è vedere poi che quegli stessi ragazzi sono coinvolti in tantissimi progetti, ma non inseriscono queste notevoli e lodevoli esperienze nel proprio curriculum.

Perché?

Due motivi di fondo:

  1. Qualcuno ha insegnato loro che se non si è coinvolti in un’attività retribuita, allora questa non è considerabile esperienza lavorativa a tutti gli effetti da poter inserire nel proprio curriculum; quindi io sono qui, davanti al mio computer, a chiedermi “cosa si intende per lavoro A TUTTI GLI EFFETTI?”
  2. Nessuno, inoltre, ha mai valorizzato i vari progetti in cui questi ragazzi sono stati coinvolti; ancor meno, le competenze che hanno poi acquisito.

Naturale, di conseguenza, sentire giovani arrabbiati contro chi asserisce “Cerchiamo uno stagista con esperienza”; è naturale perché i nuovi neolaureati\diplomati non percepiscono il fatto che sì, di esperienza ne hanno già maturata e possono raccontarla al selezionatore, durante la propria candidatura per uno stage o lavoro in generale.

Di che tipo di esperienza parlo? Collaborazioni in progetti universitari, volontariato, attività di associazionismo, attivismo di ogni genere, partecipazione alla vita sociale del proprio paese. Le possibilità sono diverse e non hanno limiti.

Il passo fondamentale è saperle riconoscere, dettagliarle in competenze e abilità acquisite e quindi saperle comunicare. Ciò che conta, in sintesi, a livello di esperienza accumulata, sono:

  • le competenze acquisite (cosa so fare, i miei asset attuali);
  • i contatti maturati;
  • le consapevolezze raggiunte (cosa scelgo di voler fare da ora innanzi, alla luce di quanto vissuto).

La gente tende a sottovalutare ciò, quando riflette sulla propria carriera, dando più peso a fattori hard come la quantità di ore totali di lavoro, il brand, il datore, il tipo di contratto e la presenza o meno di una retribuzione.

Peccato, perché sono omissioni importanti e che ci rendono unici nella loro combinazione.

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Come inserire, quindi, tali esperienze nel proprio curriculum vitae?

Il consiglio è creare un’apposita sezione intitolata “Progetti”, magari che segua la sezione “Istruzione e Formazione”; tendenzialmente quel posto è occupato dalle “Esperienze professionali” quindi, a livello di layout, è un po’ come dar loro la stessa importanza (possono essere viste come sottigliezze grafiche, ma non vanno mai lasciate al caso). Nel caso in cui si fossero già maturate piccole esperienze lavorative, i progetti seguiranno questa sezione.

A questo punto fermiamoci del tempo, un tempo lento ed isolato, e pensiamo: “Cosa ho imparato, di inedito, da quell’esperienza? Quali cose nuove so fare da quel momento in poi? Sono davvero sicuro che nulla sia spendibile per la mia futura carriera professionale? Quali competenze trasversali acquisite posso mettere in risalto, quindi, sul mio curriculum?”

E’ provato: qualcosa di nuovo c’è, sempre! Occorre solo avere la pazienza e la volontà di ripercorrere quei momenti di lavoro preziosi. In ogni situazione di vita fuori dalla nostra routine, c’è qualcosa da imparare; ciò che è difficile, a volte, è essere consapevoli del cambiamento e registrarlo. Ricordo che durante il mio periodo di stage usavo riportare, sulla mia agenda, l’insegnamento della giornata ed il biggest learning della settimana. Spesso, il trascinamento nella logica del fare ci  impedisce di fermarci a concettualizzare quanto stiamo apprendendo nel momento presente, lasciando volare via il valore professionale ed umano di ogni singola esperienza.

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Di seguito, un esempio su come possiamo inserire nel curriculum una prestazione presso un convegno, offerta a titolo di volontariato (tecnicamente, non un’esperienza lavorativa).

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Titolo: XVIII Congresso Nazionale AIPS  Associazione Italiana Psicologia dello Sport

Quando: aprile 2013 – luglio 2013

Mansione: Addetta al Marketing

Principali Competenze acquisite: Gestione campagne di advertising, gestione pagine social, creazione ed implementazione calendari editoriali, cura delle relazioni con i visitatori, sviluppo testi campagne di promozione, ideazione e realizzazione flyer.

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Si è così trasformata un’esperienza “generica” di volontariato in un set di competenze spendibili sul mercato del lavoro. La verità è che i selezionatori non cercano esperienza (questa mal compresa) ma candidati con competenze, asset e abilità apprese nel tempo e consolidate (o da consolidare).

Per chiudere, fornendo un’altra prospettiva a quanto scritto sinora, riprendo le parole di Reid Hoffman (fondatore di LinkedIn):

“Può darsi che tu veramente non abbia mai accumulato esperienza di alcun genere nella tua vita, per cui il tuo obiettivo è pensare a come trasformare questo punto di debolezza in un punto di forza. Tendenzialmente, il rovescio della medaglia dell’inesperienza è fatto di energia, entusiasmo e disponibilità a darsi da fare per apprendere”.

Buon lavoro!

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