Caro Diario,

anche oggi è finito e sta per arrivare un nuovo domani.. uguale ad oggi.

Ormai sono settimane che sono costantemente alla ricerca di qualcosa; non conosco quel qualcosa, so solo che sono alla ricerca. Non riesco a ben individuare l’oggetto della mia ricerca ma riesco, invece, a sentire le sensazioni che la accomagnano: ansia, senso di vuoto, dis-orientamento (e poi in giro senti di tante attività per noi giovani.. mah, dove sono?), abbassamento della voglia di fare qualsiasi cosa, depressione.. e invidia.

PicsArt_14203.75456945834Invidia, si! Invidia per quei miei cotanei che per loro fortuna hanno trovato lavoro. Ecco cosa succede quando si nasce al posto giusto al momento giusto: si trova facilmente lavoro, senza il minimo sforzo, beati loro.

Questa mattina, come sempre, mi sono svegliato ed ho inviato il mio cv ad almeno 15 aziende, o giù di lì. Sicuramente non mi risponderà nessuno, ma cos’altro posso fare? Aspettare. Aspettare che non mi chiamino perché tra l’altro non ho neanche esperienza io. Anzi, non capisco come un giovane che cerchi stage possa avere già all’attivo esperienza. Insomma, se cerco stage vuol dire che non ho mai lavorato in vita mia, e che cavolo! 

In realtà, caro diario, dire che ho inviato delle mail è scorretto; mi sono candidato su degli application form online che fanno perdere un sacco di tempo; chissà chi li ha inventati e perché. Ogni application form mi porta via almeno 40 minuti: nome, titolo di studi, esperienze e .. lettera di motivazione; fortuna che in quest’ultimo caso lo spazio è bianco e posso copiare e incollare la mia lettera di motivazione che ho scritto mesi fa. Tanto non le leggerà nessuno, me lo sento; e se anche le leggono non si accorgeranno mai che sono valide per tutte le aziende alle quali mi candido.

A mezzogiorno ho pranzato con i miei genitori e ovviamente il telegiornale parlava solo di crisi e disoccupazione. Devo dire che grazie al tg mi sento meno solo e depresso: capisco di non essere l’unico a non avere un lavoro e mi sento meno stupido… in fondo non è colpa mia se non ho un lavoro, ma del sistema.

Dopo pranzo, come ogni giorno, ho provato a vedere se ci sono dei bandi di finanziamento borse di studio per dei master: l’unica alternativa alla candidature a stage. Certo dovrò passare, se dovessi essere preso, almeno un altro anno senza entrate economiche, ma poi.. si..ne sono certo, troverò un posto in azienda! Lo dicono tutti che se scegli il master giusto dopo lavori.

Il punto è trovarlo il giusto master.. e soprattutto trovare i soldi. Si, i soldi sono il mio problema principale. I master, quelli validi, costano tanto (chissà perché) ed io non posso permettermeli.

Si, forse potrei trovarmi un lavoro secondario, come il cameriere o altro di simile, però, in fondo non è giusto, ho studiato 5 anni per fare il cameriere!? Non è questa la fine che voglio fare.

Certo che, diario, qualche volta ho mandato dei cv a dei bar o dei pub, ma non riesco a farmi assumere neanche lì. E’ vero, la crisi ha chiuso tutti i posti di lavoro. Come faremo noi giovani?

Se solo, ognuno di noi, potesse avere la possibilità di avere un allenatore, come i calciatori, qualcuno che ci accompagni a fare goal verso la nostra carriera professionale. Insomma, credo che tutti noi, ognuno di noi, abbia il diritto di essere un goleador.

Io forse un giorno lo sarò, ma sento, ogni giorno di più caro diario, che da solo non posso più farcela. Ho esaurito tutte le mie idee a disposizione, sento di avere una lacuna che da solo non posso colmare. Perché l’università non ci avvisa di questo buio? Perché non esiste un’altra scuola tra il mondo universitario ed il lavoro?

Era bello studiare e dare esami.. tutto era così al sicuro ed al riparo; ciò che non sapevo io lo sapeva il mio professore o il mio tutor.

Ma oggi, oggi, siamo solo io e te, caro Diario.. ed è l’esame più grande che io stia mai affrontando. 

Questa pagina di diario è stata scritta dalla sottoscritta per uno studio del target condotto nell’ambito di un progetto che stiamo ponendo in essere con un gruppo di giovani professioniste.

E’ una pagina scritta da me, come accennavo, di mia fantasia, ma neanche tanto romanzata perché è una sorta di collage di messaggi o email che ricevo da miei amici o genericamente miei coetanei.

Vado al sodo. Perché decido di renderla pubblica? Perché ho voglia di sentirmi dire che è tutto sbagliato, che ho scritto “castronerie” e che in realtà, la pagina di un giovane neolaureato sarebbe ben diversa.

Raccontatemi come sarebbe.

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