Grazie!

Grazie perché l’iniziativa di Interviste “Dalla parte di Chi Cerca Lavoro” sta avendo un riscontro esorbitante.
Ad oggi, più di 100 job seeker sono in coda per essere intervistati.

Tutto è nato come una scommessa ed ero pronta alla sordina; invece ancora GRAZIE per il grande riscontro.
In tanti mi avete chiesto di partecipare e spero che ognuno di voi avrà il suo spazio.
Per trasparenza, però, devo dire che anche tanti altri hanno criticato l’iniziativa trovandola a sé stante e di scarsa utilità; in molti hanno commentato che “certamente non troveranno lavoro con un’intervista!”.

Accipicchia! E’ vero!
E’ forse devo sottolinearlo meglio: con quest’intervista non troverete lavoro. Vero. Però, però… avrete una piccola opportunità in più per farvi conoscere, raccontando di voi sul web che è una grande cassa di risonanza per la ricerca del lavoro.
Parlando un po’ il numerese: l’intervista pilota a Carla Rubino ha avuto, tra LinkedIn ed altri social, più di 1300 visualizzazioni.
Carla nel giro di 20 giorni, naturalmente, non ha ancora trovato lavoro (magie non ne facciamo) ma il suo atteggiamento è super positivo e generativo: ha stretto tante nuove collaborazioni e sta aprendo tante porte.

Quindi, come dice un mio collega trainer, “Avanti Tutta” e lasciamo la parola a Simone.

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Enrica: Simone, racconta un po’ di te.

Simone: Che dire…sono diplomato all’istituto alberghiero e laureato in scienze e tecnologie alimentari.
Verso la fine degli studi ho potuto collaborare con una grande azienda alimentare, dove svolgevo la mansione di addetto controllo qualità. In questo periodo, ho steso la mia tesi di laurea sulla “Valorizzazione dei prodotti ittici surgelati per il consumo crudo”. Sempre durante la stesura della tesi, sono riuscito ad implementare nel laboratorio interno l’analisi del TVN (azoto basico volatile) e collaborato al miglioramento/ottimizzazione del processo di controllo e gestione dei prodotti. Finita questa esperienza, purtroppo, non sono più riuscito ad avere altre opportunità presso aziende alimentari, anche se le cerco.

Enrica: Cosa ti piacerebbe fare nella vita? 

SimoneNella vita mi piacerebbe lavorare presso aziende alimentari o nella GDO, magari di prestigio, come responsabile controllo qualità o, meglio ancora, in ricerca e sviluppo conciliando i miei studi di tecnico dei servizi ristorativi e di laureato in scienze e tecnologie alimentari.

Enrica: Come si svolge la tua giornata tipo?

Simone: La mia giornata tipo inizia molto presto, ovvero alle 5 in cui faccio dell’attività fisica a corpo libero e una passeggiata da 6 a quasi 10 km, mens sana in corpore sano.
Questo mi permette di scaricare lo stress da ricerca di lavoro, permettendomi anche di essere più sereno, nonostante tutto.
Appena torno a casa faccio colazione e mi dedico al miglioramento del modo di presentarmi quando rispondo ad annunci, rileggendo la lettera di presentazione, rileggendo il curriculum, cercando punti di miglioramento.
Poi mi metto a consultare linkedIn, un grande social network professionale da cui ho potuto trarre molti insegnamenti su come migliorarmi da tutti i punti di vista e dove, insieme al sito “Il fatto alimentare”, mi tengo aggiornato sulla materia di mia competenza.
Passo poi a spulciare annunci di lavoro e a rispondere a quelli più in linea con la mia figura, ma, vista la necessità, anche a quelli di più basso profilo per mansioni diverse sempre nel campo alimentare.
Segue poi lo svolgere commissioni o altro, un bel giro in bici, se il tempo atmosferico lo permette, dove al ritorno torno a spulciare gli ultimi annunci del giorno.
Ultimamente sto svolgendo una workexperience finanziata dalla Regione Veneto in modo da diventare: “Tecnico addetto alla lavorazione, conservazione e scongelamento di prodotti alimenti”. Questo prevede 120 ore di teoria, ma anche 640 ore di tirocinio in azienda permettendomi di far vedere il mio valore sia come operaio che come laureato, ma anche di vedere il lavoro da un altro punto di vista. Finito il percorso spero di entrare definitivamente nell’organico dell’azienda in cui mi hanno destinato, in caso sarà sempre una buona e diversa esperienza.
Finito questo progetto ho intenzione di riprendere lo studio dell’inglese e di aggiornarmi, magari con un bel corso qualificante che ho già individuato.

Enrica: Come cerchi lavoro? 

Simone: Ehehe… non vorrei scoprire le mie carte, visto l’alta concorrenza, però posso dire che cerco:

  • mediante annunci reperibili in internet, magari in tempo reale;
  • autocandidandomi, promuovendo la mia figura professionale e persona presso aziende alimentari;
  • cercando di aumentare il mio network di professionisti in LinkedIn del settore che già lavorano, chiedendo loro di aggiungersi alla mia rete, e stessa cosa la faccio anche con i responsabili del personale delle medesime aziende;
  • partecipando alle discussioni in LinkedIn e creandone, in modo da essere partecipe e visibile nel social network professionale per eccellenza;
  • aggiornando periodicamente il mio profilo LinkedIn, in modo da far vedere al mio network, e non solo, che sono alla ricerca di lavoro;
  • inserendo annunci, in un noto sito, ma è una cosa che ho abbandonato in quanto non mi ha dato i frutti che speravo;
  • cosa più difficile, sfruttando il passaparola con amici, conoscenti, ex colleghi, ecc;
  • mediante questa intervista che spero mi dia più visibilità e mi permetta magari di trovare lavoro.

 

EnricaQuali sono, secondo te, i 3 elementi essenziali della Ricerca Attiva del Lavoro?

Simone: Vista la mia esperienza

  • tanta determinazione;
  • tanta pazienza;
  • voglia di mettersi in gioco e cambiare modalità di ricerca e presentazione.

Enrica: Che mondo sogni?

Simone: Un mondo, come lo era molto tempo fa a livello umano.
Vengo da un piccolo paese sul mare, dove l’aiuto vicendevole veniva dato senza chiedere nulla in cambio, dove si dava molto valore alle piccole cose e dove ci si sentiva a casa in ogni angolo del paese e non solo tra le mura domestiche.
Oggi vedo che tutto questo sta svanendo, ognuno pensa per se, le cose che prima erano preziose, ora non lo sono più, nel lavoro si arriva anche a sfruttare la più dura delle leggi della natura per poter sopraffare il collega, creando una guerra continua che porta solo a vivere male l’unica vita che abbiamo a disposizione.
In poche parole sogno un mondo dove al centro c’è la persona e non il denaro.

Enrica: C’è qualcosa che vorresti dire al tuo potenziale datore di lavoro o nuovo collaboratore?

Simone: Al mio potenziale datore di lavoro direi di darmi la possibilità di poter dimostrare il mio valore, sia dal punto di vista professionale, che dal punto di vista personale.
Dovrà avere anche un po’ di pazienza, vista la mia poca esperienza, ma se mai si comincia, mai si impara; con la mia determinazione darò il massimo per non deluderla e/o farla pentire della scelta fatta, nonostante gli errori di inesperienza che potrò, inevitabilmente, commettere, ma di cui farò tesoro.

Enrica: Vuoi aggiungere altro?

SimoneA chi cerca lavoro, dico di non gettarsi nello sconforto se non ricevono chiamate o risposte positive, tenete duro e cercate di migliorare il vostro marketing, se una campagna non funziona o porta scarsi risultati, cambiatela, informatevi su come poter fare per migliorarla, internet è pieno di spunti ed idee; tenetevi aggiornati perché può fare la differenza al momento opportuno. Ultima cosa, diversificate le modalità di ricerca del lavoro, come per gli investimenti, non fossilizzatevi su una sola o poche modalità.
Ai datori di lavoro, dico di non cercare la persona perfetta, che ha 1000 skills, ma se ne ha solo 999 è fuori, magari la millesima, e forse anche qualcuna in più, potrà apprenderla proprio nella vostra azienda, o magari con molti anni di esperienza, perché se tutti, come vedo, cercate gente con molta esperienza, oltre che a costarvi di più, come farete se non trovate nessuno per immobilità del mercato delle figure senior?
Dal punto di vista di chi ricerca lavoro, come potrà mai fare esperienza se nessuno glielo permette?

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