C’è un momento in cui tocchi il fondo: demotivazione, disorientamento, confusione; vedi tutto nero.

Non te ne rendi conto ma in tutto ciò c’è una buona notizia: quando tocchi il fondo non puoi che iniziare a risalire.

Anzi no: puoi scegliere di continuare a graffiarlo quel fondo o puoi scegliere di cominciare intanto a guardare verso l’alto, a vedere quello spiraglio di luce per poi decidere di risalire, con fatica.

Non ti dico che è facile, perché risalire dal basso, dallo sconforto più totale non è mai semplice.

Ma ti dico anche: non cercare le cose facili perché non ti faranno crescere e non ti faranno capire niente di te. Se non ti metti alla prova come potrai mai capire realmente chi sei?

Oggi ho ricevuto una mail che trascinava queste parole:

Sento un forte disorientamento, sono demotivata e non riesco a pormi obiettivi ed impegnarmi per raggiungerli. Non so più chi sono, allora. E’ un incubo cercare lavoro perché tanto so che qualsiasi cosa faccia andrà male. No, non vedo una direzione; anche perché sono io stessa la prima a non crederci.  Vorrei svegliarmi e sapere che tutto questo è solo un incubo… e sapere che la crisi è passata. “

La crisi:  solito epilogo. Grande alibi per dire a noi stessi: “non è colpa mia, è il mondo fuori che va a rotoli”.

La tentazione era riproporre un esercizio di riconcentualizzazione della sua mail: trasformare ogni pensiero “negativo” in positivo, e ogni verbo passivo in attivo. Ma, stavolta, ho preferito capire, chiedere e parlare circa le motivazioni di un atteggiamento così tanto remissivo e così poco esplorativo.

Di cosa parlo precisamente riferendomi ai due tipi di atteggiamento? Ripropongo, riadattato, uno schema di  Tara Mohr.

Atteggiamento Remissivo:

  • Formula affermazioni dal sapore definitivo ed universale circa la situazione che si vive;
  • Nega l’evidenza positiva e cerca conferme negative;
  • Parla in termini “bianco o nero”;
  • E’ ripetitivo;
  • Si focalizza solo sui problemi;
  • Ha dei toni connotati d’ansia e pessimismo.

Atteggiamento Esplorativo:

  • Si approccia alle situazioni con fare curioso;
  • E’ interessato a capire se ci sono prove che confermano o meno la sua tesi;
  • E’ in grado di avere a che fare con l’incertezza e le aree grigie della vita;
  • E’ orientato alle soluzioni;
  • Il suo eloquio è energico e ottimista.

Andiamo di esempi. Ecco come parla l’atteggiamento remissivo:

Vorrei tanto aprire un negozio tutto mio perché l’idea di essere indipendente è bella. Sento che è ciò per cui sono nato ma.. in realtà non ho nulla da cui cominciare. So che mi serve, sicuramente, più esperienza; poi sicuramente non ho accesso ad alcun finanziamento e versare denaro di tasca mia è da irresponsabili verso la mia famiglia, li metterei a serio rischio”.

Atteggiamento esplorativo:

Vorrei tanto aprire un negozio tutto mio ma devo ancora capire cosa mi serve per cominciare. Credo mi servirebbero dei finanziamenti, per cui potrei cominciare ad informarmene; inoltre potrebbe non essere una cattiva idea lavorare extra per ottenere più denaro. La cosa mi spaventa e mi eccita allo stesso tempo. Vorrei parlarne alla mia famiglia, magari insieme troveremo diverse soluzioni”. 

Un’immagine potente, questa; un’immagine solo per far capire che alla fine, anche per come ti approcci alla vita, per cosa decidi di vedere, alla fine scegli tu!

Se la crisi non è semplicemente crisi ma motivo di rinascita, se il problema non sono i selezionatori ma la tua strategia da migliorare, se cominci a non vedere solo il lato negativo delle cose ma anche gli happy ending, se vedi soluzioni e non problemi.

Alla fine scegli tu; decidi tu da quale parte del pulmino sederti.

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