Anno nuovo, nuovi investimenti, nuovi clienti, nuove opportunità da creare e nuovi motivi per essere felice.

Credo che sia questo il bello dei nuovi inizi: l’energia e l’entusiasmo del fare. 

Oggi dedico questo primo post dell’anno al tema delle Referenze su LinkedIn: potente strumento di rafforzamento della propria reputazione professionale in modo pubblico e visibile a tutta la rete.

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Testimonianze e referenze sono sempre state una parte rilevante del marketing: non è raro leggere su molti siti web, erogatori di beni o servizi, la sezione “Dicono di noi..”.

Sono sezioni importanti in quanto incrementano la credibilità e la fiducia verso un brand, un professionista o una casa produttrice.

Questo, è tanto vero nel Marketing quanto più nel Self – Marketing: la faccia promozionale del proprio personal branding; infatti con Self – Marketing facciamo riferimento alla sottile arte di promuovere sé stessi e la propria professionalità sul relativo mercato di riferimento. 

E’ importante completare il proprio profilo LinkedIn con delle referenze perché l’utente che vuole avvicinarsi al nostro servizio offerto, ha bisogno di saperne di più prima di procedere con una collaborazione effettiva, e fra le prime azioni che compie, inconsciamente, vi è la Ricerca di una Validazione Sociale; ovvero, la ricerca di testimonianze, commenti e pareri di chi ha già avuto modo di usufruire di tale prestazione lavorativa. Ne deriva che un potenziale collaboratore è molto più sereno nel condurre una trattativa di business se altri utenti della propria rete hanno già avuto modo di lavorare con quella risorsa e non solo, hanno anche tratto giovamento.

LinkedIn mette a disposizione diversi e reiterati modi per chiedere referenze al proprio network ma una volta ricevuta la fatidica richiesta… Cosa scrivere? Come scrivere?

Ecco, quindi, 5 semplici consigli “no panic” per mettere in luce la professionalità del proprio collega, in modo che possa essere utile a lui e a tutto il suo network, in vista di collaborazioni future:

  1. Inizia raccontando come hai conosciuto il tuo collega: sii genuino e non esitare a specificare come è nato il vostro rapporto lavorativo. Può essere suggestivo (nel senso di suggerire come può nascere una nuova collaborazione) e, quindi, spingere all’azione la rete di contatti dello stesso collega;
  2. Parla di fatti realmente accaduti, risultati ed obiettivi raggiunti, sempre in termini positivi (naturalmente). Descrizioni di questo tipo convincono la rete molto più di aggettivi e parole di lode; quindi evita di essere troppo elogiativo e presta particolare attenzione a descrivere i vantaggi fattivi (fatti!) che il tuo collaboratore ha apportato alla situazione specifica che vi ha coinvolto;
  3. Sii specifico: non basta dire che la persona con la quale hai collaborato è brava, buona e competente; è importante parlare di specifiche skills, competenze e magari collegarli ad episodi di successo. Esempio:“Personalmente, ho apprezzato molto la precisione e lo spirito di iniziativa di Mario Biondi, in quanto grazie a questi abbiamo creato un inedito corso di formazione che non era ancora stato realizzato sul nostro territorio”;
  4. Nel parlare di sue qualità positive, fai lo sforzo di parlare proprio di quelle chiave per la sua professione. In linea di massima quest’operazione dovrebbe essere naturale in quanto un rapporto lavorativo porta all’esplorazione e alla conoscenza di determinate competenze professionali chiave ma… un’accortezza in più è sempre di buon auspicio. Controlla, quindi, di aver menzionato specifiche competenze del tuo collega, dando un occhio al suo profilo LinkedIn e sii sicuro che la tua referenza sia coerente con la sua immagine professionale. Esempio: “Ho apprezzato la profonda capacità di ascolto dello psicoterapeuta Mario Biondi” piuttosto che “Ho apprezzato la sua precisione nel lavoro e le sue abilità contabili”. In sostanza, la tua referenza deve avere lo scopo di rafforzare la sua immagine professionale; non deviare, sarebbe un peccato;
  5. Non essere prolisso, sii sintetico. Il popolo del web ha deciso di avere sempre meno tempo per leggere per cui non vede di buon occhio testi lunghi; quindi, sebbene LinkedIn metta a disposizione 3.000 caratteri, il caldo suggerimento è non utilizzarli tutti.

E’ tutto qui e nella genuinità della testimonianza del lavoro insieme!

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