Attitudine versus Atteggiamento – Il valore per l’azienda

Forma in base alla competenza, allena in base alla performance ma recluta sempre in base all’attitudine.

Qualche giorno fa una mia cara amica mi ha chiesto: “Senti, che differenza c’è tra attitudine e atteggiamento?”
Me lo chiedeva perché stava leggendo un articolo molto interessante sulla rivista di settore Harward Business Review dove si parlava di quanto fosse importante e predominante, in un processo di selezione, l’attitudine di ogni candidato.

L’attitudine, che è ben diversa dall’atteggiamento.

Comincio col dire che sia l’uno che l’altro sono dei fattori di differenza individuale, nel senso che la loro ragion d’essere è connotare e diversificare le caratteristiche di ogni persona.
Detto ciò, la questione legata al significato di ognuna non è esente da ambiguità a livello di definizione e modalità d’uso. 

Restituiamo valore alle parole, quindi partiamo dall’etimologia. 

Attitudine: dal latino ACTUM = fare/operare, inteso come capacità naturale di fare qualcosa; 

Atteggiamento: dal latino, APTUS = adatto; in particolar modo con il termine si fa rifermento alla pre – disposizione di ogni persona a produrre determinate risposte emotive, comportamentali e cognitive relativamente a diverse situazioni o stimoli. 

In  breve: l’attitudine è una dote naturale e duratura, l’atteggiamento è un set di risposte (pre – impostate, dunque manipolabili volontariamente?) ad un determinato stimolo.


Ancora, in altri termini:
l’attitudine rimane costante nel tempo anche a fronte di cambiamenti contestuali, l’atteggiamento è, invece, una risposta variabile e può subire modifiche nel tempo. 

 

Cosa è più importante durante un colloquio di lavoro? 

Secondo la mia esperienza all’interno delle aziende: entrambi! Entrambi a sostengo di competenze tecniche, relazionali e soft skills. 


Insomma: un puzzle dei buoni asset elencati sopra
costituisce il potenziale candidato perfetto
a ricoprire la specifica posizione. 

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Per un’azienda, disporre di una persona che abbia non solo le giuste competenze ma anche le auspicate attitudini ed atteggiamenti, costituisce un primo bollino di qualità sul proprio personale interno.
Le organizzazioni hanno bisogno, come fossero persone (di fatto le organizzazioni sono composte da più personA), di essere rassicurate e di sentire che una risorsa, soprattutto un’inedita risorsa, abbia le giuste motivazioni per entrare in azienda e restarvi per un periodo di tempo non così limitato, sfruttando al massimo possibile le proprie risorse ed il proprio potenziale.

Ed è giusto a fronte di quest’ultima argomentazione che oggi si sente parlare sempre più spesso di
“Selezionatori che cercano Candidati con la Giusta Attitudine”.
Quindi, sento di poter dire che col passare del tempo è l’attitudine che avrà sempre più peso discriminante in fase di colloquio. 
Perché le aziende, nell’ottica di ottenere il massimo vantaggio competitivo cercheranno la persona con l’attitudine giusta, ovverosia la caratteristica individuale più persistente ai cambiamenti ambientali.
Il rischio è che l’atteggiamento sia troppo aleatorio e soggetto a troppe variabili (ambientali, biografiche, organizzative), in un mercato del lavoro sempre più liquido e fluttuante.

Tra gli atteggiamenti molto apprezzati dalle aziende: la positività, la proattività, la voglia di andare oltre, la flessibilità e la buona gestione del cambiamento (aggiungo: sei il top se il cambiamento sai crearlo);

Tra le attitudini ricercate: il coraggio, la voglia di mettersi in gioco e l’ambizione.

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Ricordiamo, cari lettori: le competenze si possono sempre acquisire con lo studio e la formazione, ma le attitudini e gli atteggiamenti no, perché sono la parte costitutiva della nostra personalità.
Per implementare, potenziare o modificare uno di questi ultimi occorre una reale e forte motivazione interna che porta l’individuo verso il cambiamento di sé e dunque il sempre maggiore valore aggiunto all’azienda in cui siamo inseriti.

 

Ho aperto con una citazione sull’importanza dell’attitudine per le aziende, adesso voglio concludere con le parole di Jefferson sull’atteggiamento.

 

“Nulla può impedire all’uomo con il giusto atteggiamento mentale di raggiungere il proprio obiettivo; nulla sulla terra può aiutare l’uomo con l’atteggiamento mentale sbagliato.”

 

Attitudine, come approccio generale e naturale alla vita; atteggiamento come risposta personale (emotiva e comportamentale) alla situazioni contingenti.