9 Falsi Miti su come aumentare la Motivazione

Non so voi ma ultimamente mi capita di ascoltare da più parti che muovendo le giuste leve motivazionali, si può ottenere tutto.
Pe carità, non oserei mai dire il contrario; il tema è: quali leve è bene utilizzare per aumentare la motivazione personale o del proprio team?
Siamo certi di muoverci in maniera coscienziosa o…. siamo ispirati dal buon senso o dal sentito dire?

Conoscete la mia passione per la ricerca psicologica e non ho potuto fare a meno di vedere nel mondo accademico cosa si dice a riguardo dei principali meccanismi che funzionano o meno sulla motivazione delle persone.

Venite con me per sfatare alcuni falsi miti sulla motivazione?

1.No, il dio denaro non è sempre o per tutti una leva motivazionale. Beh, nessuno si tirerebbe mai indietro davanti ad una cifra veramente tanto cospicua ma si attribuisce troppa importanza agli incentivi monetari e si trascurano altri fattori che potrebbero avere un impatto ben maggiore sulla produttività e la felicità sul lavoro. Cosa ad esempio? Un buon bilanciamento casa/lavoro, essere inseriti nella giusta posizione lavorativa, essere riconosciuti per il proprio valore.

2.Tenere traccia dei propri obiettivi raggiunti è sufficiente per aumentare la motivazione… NO! Troppo riduttivo. Non ci sono ricerche che affermano che questa check-list effettivamente aumenti la motivazione. Segnare solo gli obiettivi non basta; all’uomo adulto serve una dimensione di fattività oltre che motivazionale: è particolarmente utile, dunque, oltre a segnare gli obiettivi tenere un diario di come si è arrivati a raggiungere un certo obiettivo, annotando compiti e strategie, in modo che la prossima volta si è più incentivati a rimettersi in gioco, sapendo cosa fare e perché no.. facendo anche meglio. Prima o poi scriverò un articolo su come io consiglio di fare journaling (tenere un diario).

3.Devi aspettare di essere motivato per “fare quella cosa lì, specifica”. Uhhm… no. Aspettando, amici cari, succede poco; semplicemente il tempo passa. Piuttosto ci sono diversi meccanismi per auto-motivarti o per motivare il tuo collaboratore anche quando pare che non ci sia nulla da fare: ad esempio puoi far presente la gratificazione successiva che potrebbe arrivare, o puoi decidere di sederti, segnare il prossimo obiettivo e pianificare step by step cosa fare (la pianificazione è un potente strumento di motivazione).
Le strategie sono tante e .. magari anche su questo ci scriverò un articolo (quante idee oggi!!).

4.Se vuoi… puoi! Attenzione, attenzione a pensare che la forza di volontà sia tutto; questa è certamente un pezzo importante ma di certo non è tutto. Serve un forte perché, serve tenacia e sforzo, servono gli strumenti per essere nelle condizioni di fare bene o almeno serve sapere dove trovarli; svolge un ruolo critico in tal senso anche il tipo di ostacolo che si può trovare sul cammino oppure il tipo di incentivo finale.

https://www.google.com/url?sa=i&source=images&cd=&cad=rja&uact=8&ved=2ahUKEwjiztSH7qvnAhVFKewKHT2DDgAQjRx6BAgBEAQ&url=https%3A%2F%2Fgiphy.com%2Fgifs%2Fxfactoritalia-no-manuel-agnelli-quattro-KWBcjEYb8Ob2U6UB4j&psig=AOvVaw2euEBGg3AohbkIFJPywLKx&ust=15804920975421405.Basta motivare facendo riferimento al talento! E’ pericoloso perché si rischia di scivolare nel concetto di magia e di competenza innata. Non serve dire: “dai, hai talento, ce la farai!”.
No, il tema non è il talento: la psicologa Carol Dweck (devo ammettere una delle mie preferite di questi anni) afferma che concentrarsi sul talento anziché sugli sforzi da compiere può arrestare la motivazione.
E’ come se ci si aspettasse che tutto arriverà in modo magico e non ci si mobiliti per… agire. E’ molto più motivante, se proprio vogliamo usare la lode per motivare, beh far riferimento agli sforzi fatti per arrivare sin lì anziché riferendosi al talento.

6.”Non importa come andrà, ci avrai provato, tranquillo“.
E’ rassicurante, è vero, ma non motivante.
Le ultime ricerche hanno dimostrato che queste 4 parole potrebbero essere la ricetta per risultati mediocri, non ottimali.
Se vogliamo far sì che i nostri collaboratori o noi stessi siamo più motivati dovremmo fissare degli obiettivi e… alzare l’asticella un po’ più in alto delle nostre possibilità.

7.Usare un sistema punitivo/sanzionatorio.
Eeeh no. La minaccia di punizione può produrre (forse) qualche risultato ma nel breve periodo. Effettivamente, potremmo migliorare il comportamento perché l’uomo è programmato per evitare il pericolo immediato ma se vogliamo continuità nel lungo periodo.. serve un perché gratificante.
E’ vero, pensare ad un sistema di premi o incentivi può essere complicato ma garantisco io e garantiscono tutte le ricerche nel mondo delle organizzazioni che è molto più produttivo un sistema incentivante che sanzionatorio.

8.Tutto chiaro, allora aumento i premi per aumentare la motivazione. Pianoo, come sempre è bene cercare di capire chi si ha di fronte per comprendere quali leve usare. Non tutte le strategie vanno bene con tutti gli individui, indistintamente. Le persone che sono già motivate a fare quel lavoro (ovvero hanno motivazione intrinseca, che parte da dentro) non avranno un buon rapporto con i premi perché subiranno l’effetto della giustificazione eccessiva, ovverosia cominceranno a vivere male il piacere di quel lavoro perché sentiranno la pressione del premio.
Avete presente quando non volete trasformare un hobby che vi piace veramente tanto in un lavoro? La gente non fa che dirvi “ma dai! Dovresti farti pagare per questo, sei così bravo!” ma tu non vuoi saperne per non contaminare la bellezza del tuo hobby. Ecco.. questo è l’effetto della giustificazione eccessiva.

9.“Se puoi vederlo puoi realizzarlo!” Questo è il motto di Visual Teams ma non vale per la motivazione.
Molto spesso si scivola sul tranello della visualizzazione: immaginare di raggiungere un obiettivo può aiutarti a realizzarlo. Piano, ancora una volta, piano, con raziocinio.
La ricerca psicologica dice che questo meccanismo può essere controproducente a livello di motivazione, ovverosia può abbassarla.
Un’utile strategia è visualizzare se stessi, è vero, ma mentre si sta lavorando passo dopo passo per raggiungere l’obiettivo.
Per intenderci, non basta vedere il film del proprio successo ma capire cosa fare nei singoli fotogrammi. Questo, questo ci motiva!
Dunque, se stai cercando di perdere peso, immagina di mangiare sano e di allenarti piuttosto che immaginarti subito magro.

Ed eccoci arrivati alla fine dei 9 falsi miti.
Sotto, le fonti delle ricerchine.